Esdebitazione | procedure “come e quando”

La recente crisi economica, e la situazione di indebitamento eccessivo delle persone, ha indotto il legislatore ad introdurre una procedura, chiamata appunto di esdebitazione, in virtù della quale è possibile adire un giudice affinché questi pronunci una sostanziale riduzione del debito che consenta al debitore di pagare e liberarsi da ogni ulteriore obbligazione.


La cosiddetta legge “salva suicidi ha quindi l’intento di consentire a taluni soggetti in difficoltà economiche (come professionisti, pensionati, piccoli imprenditori o piccole società artigiane), previa valutazione del requisito meritevolezza, di avviare una procedura presso il Tribunale volta a conseguire la liberazione integrale dai propri debiti (anche con lo Stato), mediante un pagamento rateale concordato nonché con un forte stralcio dell’esposizione debitoria complessiva.

Nel dettaglio le possibilità introdotte dalla Legge sono tre: il piano del consumatore, l’accordo di ristrutturazione dei debiti (per chi consumatore non era al momento della contrazione del debito) e la procedura di liquidazione del patrimonio.

1) IL PIANO DEL CONSUMATORE

Il piano del consumatore, è la procedura dedicata ed accessibile ai soli privati consumatori, ovvero a quanti siano debitori, persone fisiche, che hanno assunto obbligazioni esclusivamente per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta.
Il Piano consiste in una proposta fatta dal debitore di pagamento rateizzato dei propri debiti e può anche prevedere la cessione di una parte del patrimonio e/o uno stralcio della somma complessivamente dovuta; pagata questa, il debitore è liberato.
Il Piano del Consumatore è approvato e reso esecutivo mediante omologa dal Giudice il quale, con propria autonoma determinazione, può prescindere dal consenso dei creditori. L’essenziale è il consumatore sia meritevole, ovvero che non abbia colposamente determinato la propria condizione di cattivo pagatore.

2) L’ACCORDO DI RISTRUTTURAZIONE DEI DEBITI

L’accordo di ristrutturazione dei debiti, invece, può essere presentato da professionisti, enti e piccole imprese (soggetti comunque non fallibili).
Questa procedura si differenzia dalla prima in quanto l’accordo per la ristrutturazione del debito (stralcio sorte ed interessi) deve essere accettato da tanti creditori che rappresentino almeno il 60% di tutti i debiti del soggetto.
In questo caso, quindi, non sarà solo il Giudice a decidere ma avranno diritto di voto tutti i creditori.

3) PROCEDURA DI LIQUIDAZIONE DEI BENI

La terza possibilità consentita dalla Legge è la liquidazione del patrimonio.
Con questa procedura il debitore (privato o soggetto non fallibile) mette a disposizione tutto il suo patrimonio per far fronte al pagamento dei suoi debiti. Venduti questi, a mezzo di liquidatore nominato dal giudice, null’altro è dovuto, anche se sussistono debiti residui.

LA PROCEDURA
La procedura è determinata in due fasi:

La prima fase, prevede che l’interessato depositi in tribunale una richiesta di nomina dell’organismo di composizione della crisi ( detto OCC).
Una volta nominato l’organismo (OCC) il soggetto richiedente si rivolgerà a questo organismo per illustrare la propria situazione debitoria e comporre con l’aiusilio di detto organismo una relazione illustrativa che servirà in seguito.
Non è obbligatorio farsi assistere da un avvocato o un commercialista ma è consigliabile.

Nella seconda fase, il richiedente porterà in tribunale la relazione dell’OCC corredata da tutti i documenti necessari affinché il Giudice possa valutarne la congruità e la rigetti o l’accolga.
E’ da dire che il Giudice potrà disporre, se richiesto e ne sussistono gli estremi, il divieto di azioni esecutive (pignoramenti) a carico del debitore e potrà imporre la sospensione di tutti i pignoramenti in corso sino alla sua decisione sulla fattibilità del piano, dell’accordo o della liquidazione.

TEMPI E COSTI DELLA PROCEDURA
I costi sono piuttosto contenuti. In primo luogo ci sono quelli fissi del contributo unificato da € 98,00 e da una marca da bollo di € 27,00 per ciascuna delle due fasi.
Poi c’è il compenso spettante all’OCC nominato dal Tribunale (da inserire nel piano di pagamento rateale).
L’assistenza di un professionista nelle varie fasi della procedura, come detto, non è invece obbligatoria ma consigliabile ed ha un costo che varia da 1.500,00 ai 3.000,00 Euro.

 

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