Cos’è la procedura di esdebitazione

L’ultradebito ovvero il fallimento del godimento compulsivo da consumo.
Affermava Lacan, filosofo francese di inizio secolo, che “il godimento non deve essere confuso con il desiderio.
Quest’ultimo infatti, ha bisogno dell’ampio respiro di un progetto, di una lungimiranza che non si esaurisce nella concitazione del momento, del consumo immediato.

Viceversa, il godimento sancito dal consumo (su cui si reggono i diktat delle oligarchie finanziarie che per continuare a speculare non possono fare a meno di mantenere aperto il vuoto dell’indebitamento collettivo) è al suo fondo un godimento mortale.


L’ultraconsumo comporta
, in epoca di ristrettezze, il fallimento. La bancarotta, che in origine (età romana e poi medioevale) era costituita dalla materiale distruzione del banco dei commercianti di danaro che non riuscivano ad onorare gli impegni, è stata progressivamente estesa, sia pure con procedure assai più moderne ed al passo coi tempi, anche alle attività commerciali in genere e a quanti avendo consumato, e non avendo più il guadagno sul quale contavano, non riescono a pagare il dovuto ai creditori.

Accadeva poi che il nostro legislatore, nel 2012, promulgava una legge che consentiva anche alle persone fisiche, di accedere ad una procedura analoga a quella fallimentare che permettesse ai debitori insolventi di liquidare il proprio patrimonio e con il ricavato, anche se inferiore alle pretese, soddisfare i creditori; privati (banche) o pubblici (stato – inps – agenzia delle entrate) che fossero.

Estinti tutti i debiti, sia pure con sacrificio di ogni bene o con parte dei redditi futuri, gli indebitati, liberi da ogni ulteriore timore di aggressione da creditori, avrebbero potuto finalmente programmare nuovi acquisti.

La Legge 3 del 2012, assolutamente imperfetta ed oggetto attualmente di studi e proposte di ulteriori modifiche, prevede che possono accedere alle procedure di esdebitazione:
1. I soggetti non fallibili, ovvero quanti non siano sottoponibili alla procedura fallimentare ordinaria, che non siano imprenditori o professionisti;
2. I soggetti che si trovino nella condizione di sovraindebitamento, ovvero nella condizione non poter far fronte ai loro debiti.

Le procedure di esdebitazione previste attualmente sono:
1. L’accordo di composizione della crisi;
2. Il piano del consumatore;
3. La liquidazione del patrimonio.

Il consiglio che posso offrire è quello di non accedere ai facili entusiasmi indotti da talune pubblicità che fanno apparire l’esdebitazione come la panacea per ogni male. La verità è che la peculiarità della materia, la grave lacunosità della norma, e le diverse procedure adottabili, rendono invece necessario lo studio approfondito di ogni singolo caso come unico.
Sarà quindi indispensabile, per quanti volessero scegliere di farsi assistere da questo studio, concordare un incontro e discutere nel dettaglio ogni aspetto della vicenda, valutare ogni possibile alternativa e determinare la decisione migliore.
Con cordialità.

 

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