Diritto di famiglia

“Con il matrimonio il marito e la moglie

acquistano gli stessi diritti e doveri”

Questo è il principio fondamentale sancito dal primo comma dell’art 143 Codice Civile in virtù del quale, dal secondo comma stesso articolo agli articoli seguenti, discendono obblighi e doveri.

L’obbligo di fedeltà, innanzi tutto, poi quello di assistenza morale e materiale, e più in generale l’obbligo di collaborazione nell’interesse della famiglia.

A seguire ancora, sempre a carico di entrambi, l’obbligo di mantenere, istruire ed educare la prole tenendo conto delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli.

Parte di questi obblighi, doveri e diritti, vengono meno con la separazione e con il divorzio.

La separazione, infatti, fa cessare l’obbligo di convivenza e quello di fedeltà. Il vincolo di coniugio tra i coniugi separati rimane e con esso, tutti gli altri doveri si cui sopra, primo dei quali il diritto al mantenimento che si concretizza, laddove previsto, nella corresponsione dell’assegno di mantenimento. E’ sempre possibile per i coniugi separati riconciliarsi, il ché può avvenire anche senza particolari forme o procedure bastando la sola coabitazione.

Col divorzio, invece, cessano anche i doveri di assistenza morale e materiale. Questo viene pronunciato quando il giudice al quale è richiesto, accerta che la comunione spirituale e materiale tra i coniugi non può essere mantenuta o ricostituita per l’esistenza di una delle cause previste dall’art. 3 (in breve condanna penale, vizio di mente, separazione dei coniugi).

Sorge, in luogo del dovere di assistenza, l’obbligo di somministrare periodicamente un assegno quando il cosiddetto coniuge debole non ha mezzi adeguati o comunque non può procurarseli per ragioni oggettive.

Fermo il dovere di educare e mantenere la prole ricadente su entrambi i coniugi, e quello di mantenere il coniuge che non ha mezzi adeguati e non può procurarseli, gli ex coniugi tornano ad essere estranei con qualche piccola deroga (pensione di reversibilità, assegno successorio e assistenza medica).

Sul punto si segnalava, precedentemente alla sentenza N. 11504/2017 che ha svincolato la determinazione dell’assegno divorzile dal principio del tenore di vita. Detta sentenza, sebbene non unanimemente, è stata assunta da diversi tribunali e corti d’appello che nuovo indice di riferimento sui principi da seguire con ogni conseguenza tanto per i divorzi pendenti e non definiti, quanto per quelli definiti che, in ragione di mutate condizioni, possono essere modificati.

Sui tempi per ottenere la cessazione degli effetti civili del matrimonio, è recentemente intervenuto il legislatore modificando sostanzialmente il periodo occorrente ad ottenere il divorzio (“Divorzio Breve”, Legge N. 55/2015).

Ed infatti, se prima della novella bisognava attendere tre anni dalla separazione, ora bastano sei mesi dalla separazione consensuale (o negoziazione assistita) ed un anno dalla separazione giudiziale.

 

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