La Corte rigetta il ricorso della moglie capace di lavorare

La Corte rigetta il ricorso della moglie capace di lavorare

Corte di Cassazione, sezione sesta civile, ordinanza 9 marzo 2018, n. 5817

La Corte rigetta – per manifesta infondatezza – il ricorso della moglie avverso la sentenza della Corte d’Appello di Roma che le aveva negato l’assegno di mantenimento in quanto capace di lavorare e procurarsi reddito ed in quanto aveva rifiutato proposte di lavoro.

Afferma la Cassazione che nella determinazione dell’assegno di mantenimento del coniuge, nei procedimenti di separazione, l’attitudine al lavoro proficuo dei medesimi coniugi, quale potenziale capacita’ di guadagno, costituisce elemento valutabile ai fini delle statuizioni afferenti l’assegno di mantenimento.

L’attitudine al lavoro, quindi, assume rilievo se venga riscontrata in termini di effettiva possibilità di svolgimento di un’attività lavorativa retribuita, in considerazione di ogni concreto fattore individuale e ambientale.

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