Applicabilità contratto di garanzia accessorio | Sentenza 19 11 2015

Ordinanza Corte di Giustizia UE, 19 novembre 2015, Causa C-74/15, Dumitru Tarc?u, Ileana Tarc?u contro Banca Comercial? Intesa Sanpaolo România SA e altri
L’applicabilità della disciplina nel caso di contratto di garanzia accessorio ad un contratto di credito concluso per finalità professionale.

La questione, che emerge in occasione di una vicenda sorta in una diatriba tra consumatore e professionista, rileva più in generale in relazione alla applicabilità a quanti, consumatori, per garantire una attività lavorativa di parenti o amici, hanno sottoscritto fideiussioni e, oberati dal debito, vorrebbero accedere al Piano del Consumatore ma si vedono opporre l’eccezione che essendo la fideiussione accessoria ad un contratto tra professionisti, non possono essi stessi essere considerati consumatori.

La questione è quindi se costoro possano essere qualificati come consumatori e se ad essi sia o meno precluso il vantaggio di accedere alla procedura di esdebitazione del Piano del Consumatore.
La Corte, con la decisione in commento, , afferma che il giudice nazionale deve limitarsi a stabilire se i contraenti “agiscano o meno nell’ambito della loro attività professionale” dichiarando l’irrilevanza il carattere accessorio della garanzia, stante che l’accessorietà attiene all’oggetto del contratto.

Il contratto di garanzia, tanto viene determinato, è un contratto distinto quando è stipulato tra soggetti diversi dalle parti del contratto principale.
È dunque in capo alle parti del contratto di garanzia o di fideiussione che deve essere valutata la qualità in cui queste hanno agito, precisando che il garante persona fisica che abbia garantito l’adempimento delle obbligazioni di una società commerciale può essere considerato consumatore laddove, ad esempio, non abbia “collegamenti funzionali che la legano a tale società, quali l’amministrazione di quest’ultima o una partecipazione non trascurabile al suo capitale sociale, o se abbia agito per scopi di natura privata.”

La Corte UE conclude nel senso che gli articoli 1, paragrafo 1, e 2, lettera b), della direttiva 93/13 devono essere interpretati nel senso che tale direttiva può essere applicata a un contratto di garanzia immobiliare o di fideiussione stipulato tra una persona fisica e un ente creditizio al fine di garantire le obbligazioni che una società commerciale ha contratto nei confronti di detto ente in base a un contratto di credito, quando tale persona fisica ha agito per scopi che esulano dalla sua attività professionale e non ha alcun collegamento di natura funzionale con la suddetta società.
In ragione della decisione che precede, si ritiene che possa essere superata la opposizione di taluni tribunali che, considerando il fideiussore un professionista al pari del soggetto garantito, negavano la praticabilità del Piano del Consumatore.

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